Milano città delle donne

Il Castello Sforzesco aderisce a Milano città delle donne, un sito dedicato alle donne per le donne, che raccoglierà tutte le iniziative organizzate dal Comune e dalle associazioni del territorio e ospiterà informazioni, scambi di idee, esperienze, ma anche un percorso di opere d’arte, vie, monumenti e pietre d’inciampo dedicate all’universo femminile che porterà a scoprire quelle donne che hanno fatto grande la nostra città.  

Ecco le opere scelte tra le nostre Raccolte per questo percorso: 

Scultore bizantino, Testa femminile detta di Teodora, VI secolo, marmo 
Museo di Arte Antica, Sala I 
 
La scultura propone l’effigie di una donna matura dalla fisionomia connotata dagli zigomi alti, dagli enormi occhi sgranati, dalla forma perfetta del volto. Il capo è riccamente ornato da un’alta cuffia a coste decorata da un diadema di perle con, al centro, una gemma ovale. 
L’alta qualità di questo ritratto, che ne fa uno tra i più significativi esempi dell’arte bizantina in Occidente, pone il problema della sua identificazione. Variamente interpretata come Teodora (500 circa - 548), imperatrice bizantina moglie dell'imperatore Giustiniano I e sua attiva consigliera, o come Giustina, madre dell’imperatore d’Occidente Valentiniano II, l’opera si colloca in equilibrio tra impersonale evocazione di maestà e naturalismo, grazie all’associazione tra la resa individualizzata dei tratti fisionomici e un trattamento essenziale dei volumi. 
 
 
Silvia Levenson, Per tutta la vita, 2012, vetro fuso in stampo.  
Museo delle Arti Decorative, Sala Castellana, Collezione Bellini-Pezzoli. 
 
Silvia Levenson nasce in Argentina nel 1957, ma vive e lavora in Italia dal 1981. Con le sue opere esplora le relazioni interpersonali quotidiane attraverso installazioni e sculture in vetro. Il suo lavoro fa parte di importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.  
L’opera Per tutta la vita affronta un tema di forte attualità, quale la violenza domestica.  Scrive l’artista: “Attraverso il mio lavoro indago i rapporti sociali che hanno come scenario lo spazio domestico: universo protetto e campo minato. Secondo le Nazioni Unite il luogo più pericoloso per le donne è casa propria. Si stima che delle 87 mila donne uccise nel mondo l'anno scorso, circa 50 mila (il 58%) sono state assassinate da compagni o membri della famiglia. Per tutta la vita è la mia risposta a questa atroce condizione: una torta nuziale bella ma fragile, con una bomba a mano sopra, a ricordarci che i numeri ci parlano di una guerra che si consuma sotto i nostri occhi”. 
 
 
 
Olga Finzi Baldi, Centrotavola "Amaca", 1989, argento a sbalzo 
Museo Delle Arti Decorative, Sala XXX, box 1 
 
In occasione del riallestimento del Museo delle Arti Decorative nel 2017, una vetrina della sezione sull'arte della tavola è stata dedicata alle creazioni realizzate tra il 1957 e il 1989 da Olga Finzi Baldi, designer e orafa di primissimo piano. La sua produzione nasce da lastre sbalzate manualmente a bulino e martello, con finitura spazzolata per conservare l'effetto lunare dell'argento. Il risultato è costituito da oggetti all'avanguardia come Manhattan, servizio da tè tronco-conico sovrapponibile; Élite, set bulinato ispirato alla moneta antica; Giano bifronte (identiche proporzioni tra pieno e vuoto) e Amaca, parte della collezione «in movimento».   

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